Dal 25 al 30 gennaio 2026 Belgrado ha ospitato il primo training internazionale del progetto
MYndtheater, riunendo youth workers, volontari e operatori provenienti da diversi Paesi europei in un percorso intenso di formazione, scambio e crescita.
MYndtheater è un progetto di Capacity Building nel settore gioventù finanziato dal programma Erasmus+
(Erasmus Lump Sum Grant - codice progetto 101184193) che nasce dalla collaborazione tra
Twoplustwo e
Dreamy per l'Italia con
Action Synergy (Grecia)
Bravo (Bosnia),
Dah Teatar (Serbia),
Prona (Albania),
TFL (Montenegro), con l’obiettivo di promuovere il benessere mentale dei giovani nell’ambiente digitale, utilizzando il teatro come strumento educativo. In particolare, il progetto adotta la metodologia partecipativa ideata da Augusto Boal del
Teatro Forum, in cui il pubblico non è più spettatore passivo, ma parte attiva della scena: può intervenire, modificare ciò che accade, sperimentare soluzioni diverse.

Durante il training in Serbia, i partecipanti hanno avuto modo di applicare questa metodologia ai temi del digitale, esplorando situazioni reali legate alla vita online per sviluppare risposte più consapevoli, sicure e sane. Hanno così scoperto quanto il teatro possa diventare uno spazio autentico di espressione, capace di mettere al centro emozioni, vulnerabilità e relazioni, trasformando fragilità individuali in risorse condivise.
Un’esperienza che è rimasta impressa nel cuore dei partecipanti e che vogliamo condividere con voi attraverso le parole di
Daniela, una giovane youth worker che ha preso parte per la prima volta ad un progetto di questo tipo e che ben restituisce il senso di MYndtheater e di ciò che ci proponiamo di fare.
“Per me la Serbia è stata, prima di tutto,
incontro. È stata la scoperta che andare verso l'altro significa, in realtà, tornare a casa con una consapevolezza nuova. Da questo viaggio si è acceso qualcosa: quel lume di speranza che si stava spegnendo a causa di una routine monotona è diventato un fuoco che divampa nel mio percorso individuale per crescere, rafforzarsi, amarsi. Un’esperienza vissuta a 360° che rifarei altre mille volte, perché
certe cose non si raccontano, si vivono.
Per fare ciò, è stato necessario uscire dalla propria zona di comfort. Ebbene, questo è un atto di fede. Significa accettare di sentirsi persi, di non avere più i propri punti di riferimento per poter, finalmente, imparare ad apprezzarsi di più.
Durante il viaggio ho letto un libro e mi ha colpito una frase che diceva:
"La vita non ti accade, la vita risponde a ciò che sei."
(Daniele Di Benedetti)
In questa esperienza abbiamo avuto il coraggio di non 'porgere l'altra guancia' per indifferenza, ma di scendere in profondità.
Abbiamo capito che ‘mostrarsi feriti’ nel teatro, così come nella vita, è l'atto più profondo che esista.
È in quella crepa, in quella vulnerabilità esposta, che si trova la vera forza per rappresentare scene di vita quotidiana.
In questo percorso passiamo
da osservatori passivi a spett-attori: un’evoluzione che mette l'umanità al centro della nostra formazione.

Tuttavia, la consapevolezza più grande è arrivata dal senso di gratitudine. In un mondo dove spesso tutto sembra scontato, come dico sempre, nulla è dovuto. Partecipare a questo progetto è stato un onore immenso, soprattutto per l’opportunità di sentirci scelti ‘a scatola chiusa’ da organizzatori che hanno riposto in noi una fiducia cieca, prima ancora di aver dimostrato nulla.
Un viaggio ricco di dettagli che, se colti con occhi curiosi, è capace di donare tanto, e consente di ricredersi, di guardarsi dentro e di affacciarsi anche nelle vite degli altri per capire che alla fine nessuno è solo negli episodi di bullismo, body shaming e fragilità che ci accomunano.
Porto a casa con me una postura nuova: quella di chi ha smesso di guardare il mondo dallo spioncino per spalancare finalmente la porta. In Serbia ho imparato a non temere le mie ferite, capendo che
è proprio abitando le proprie crepe che si smette di subire i giorni e
si comincia, con una forza tutta nuova,
a rispondere alla vita.”
Non possiamo che ringraziare Daniela per l’intensità e la bellezza di queste parole.
Intanto, MYndtheater prosegue. Prossimo step: Tirana, Albania.
Vi terremo aggiornati!
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